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lunedì 22 febbraio 2016

Quando "muore" un amore...( Parte 2)

In questa seconda parte del post l'interesse è rivolto verso il "sè" e quali strategie utilizza per riorganizzarsi. Deve fare i conti con un diverso modo di percepirsi e ridisegnare il proprio senso d'identità.



La prima parte del post: Quando "muore" un amore (parte 1) è dedicata all'elaborazione e alla prese di coscienza della situazione dolorosa da affrontare per la persona che perde "l'amore della sua vita". 
In questa seconda parte del post, invece, l'attenzione è focalizzata su come il  del soggetto deve riorganizzarsi.
Spesso, nella relazione con l’altro si perde il proprio senso d’identità.
L’unione d’amore inizia amando se stessi, quando si ristabilisce l’equilibrio perduto, si ritorna ad amare nuovamente se stessi. Si potrà esser di nuovo liberi d’amare gli altri, senza dimenticare il proprio sé, il quale sarà un sé nuovo e cambiato dall'esperienza.
A livello incoscio vi sono 3 meccanismi di difesa che vengono attivati in presenza di situazioni dolorose, fungono da mediatori dell’ evento e filtrano la realtà in modo da renderla sostenibile. 
Tali meccanismi sono: 
  1.    Negazione,  ovvero negare la realtà;
  2.    Spostamento, ovvero spostare l’ansia su altri problemi;
  3.    Scissione, la quale fa apparire la persona lucida e razionale, mentre il contenuto emozionale rimane fuori dalla coscienza.                
Sono dei meccanismi di difesa necessari, più o meno efficaci, che il soggetto mette in atto inconsapevolmente e garantiscono una risoluzione della condizione in maniera non patologica.
Solo con il tempo si potrà percepire come una tale esperienza è in grado di cambiare, magari anche arricchire, il proprio vissuto. 
Un pò come l'araba fenice che rinasce dalle sue ceneri, bisogna rinascere e riiniziare a vivere con se stessi dopo una rottura.
Può far capire che si è in grado di esser forti e affrontare il mondo, senza perdere fiducia nell'amore.


D’altra parte abbiamo sempre noi stessi, per cui siamo sempre amati!!!!
Volevo chiudere il post, lasciandovi ad un breve estratto del film: "Il diario di Bridget Jones". E' una delle molte scene che trovo divertenti.



Federica Lodato

Fonti:
E. Kubler-Ross. (1982). "La morte e il morire".Cittadella, Assisi 

Quando "muore" un amore...(Parte 1)

“ E vissero felici e contenti per tutta la vita” è la frase finale di molte fiabe. Ma non sempre nella vita reale tutte le storie d’amore culminano in un lieto fine. L’amore finisce e la coppia scoppia.






Diverse possono esser le ragioni che portano alla rottura o alla separazione tra due persone, spesso si cerca di incollare i cocci del vetro cercando aiuto presso professionisti, ma a volte quando qualcosa nella coppia si rompe nulla può aggiustarlo.
La decisione di porre fine ad una relazione durata anni o mesi è una decisione ben ponderata, non è presa alla leggera e deriva da numerose riflessioni.
L’amore è un sentimento bellissimo, che appaga, che fa sentir vivi, nasce e si insinua silenziosamente e improvvisamente. Ma come nasce all'improvviso, può svanire all'improvviso…
Entrambi i partner si chiedono: “Cosa avrebbero potuto fare?”; “Cosa può essere ancora fatto?”; “Perché non hanno capito di esser arrivati ad un punto di non ritorno?”
Generalmente la persona che è stata “mollata” affronta la rottura  addossandosi le colpe, cerca di capire i motivi, si sente persa, smarrita, svuotata e non sa come affrontare il futuro; oppure connota tutta la relazione con accezioni negative, dimenticando le cose positive e infangando la memoria della relazione.
Entrambe le reazioni sono umane e comprensibili, non bisogna però dimenticare che: come la relazione è caratterizzata da co-partecipazione, anche la fine della stessa è caratterizzata da co-responsabilità.
I modi di affrontare questo cambiamento sono diversi: c’è chi si chiude in sé stesso, passa le sue giornate tra letto e divano mangiando gelato, un po’ come Bridget Jones; oppure chi, invece, finge con se stessa e con gli altri di non soffrire, ripetendosi che “è stata la giusta scelta!!!”
Quando una relazione finisce, si innesca un meccanismo simile a quello del lutto.
“Il dolore del lutto fa parte della vita esattamente quanto la gioia dell’amore; esso è forse il prezzo che paghiamo per l’amore, il costo del coinvolgimento; in pratica, chi sceglie di amare sceglie anche di soffrire” (M.Parkes).
L’elaborazione del lutto, nel nostro caso della rottura o della separazione della coppia, avviene in maniera differente da soggetto in soggetto e in tempistiche diverse.
Uomini e donne non si comportano allo stesso modo, infatti all'uomo è “imposto” di esser forte e far leva sull'orgoglio, mentre alla donna è concesso un atteggiamento più emotivo, caratterizzato da pianto e da momenti depressivi.
La psicologa svizzera Elisabeth Kübler-Ross (1970) ha individuato 5 fasi che si vivono in presenza di un evento traumatico, come il lutto vero e proprio, o in presenza di una separazione.
Il modello elaborato dalla Kübler-Ross è uno strumento utilissimo che permette di comprendere le dinamiche psicologiche più frequenti che affrontano le persone che vivono situazioni luttuoso e/o di separazione.
Le varie fasi si presentano con intensità differenti, sono regolate da emozioni diverse e generalmente si verificano seguendo l’ordine sotto citato.
Vediamoli nel dettaglio:

  • La Negazione: è la fase iniziale, la fase del: “NON è possibile!”.
  • La Collera: è la fase caratterizzata da sentimenti di rabbia e delle        domande: “perché proprio a ME?”
  • Il Patteggiamento: è la fase che inizia quando la persona elabora la         situazione: “cosa posso fare?” 
  •  La Depressione: in questa fase la persona inizia a prendere coscienza della perdita che sta subendo: “questo è quello che posso fare!”     
  • L’Accettazione: è la fase terminale di questo processo, in cui il soggetto accetta la propria condizione a seguito dell’elaborazione in toto della situazione: “accetto quello che ho perso!!"
 Continua: Quando "muore" un amore (parte 2)

Federica Lodato

Fonti:
E. Kubler-Ross. (1982). "La morte e il morire".Cittadella, Assisi